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"Neufeldt-Kuhnke" diving suit, 1923

Questo scafandro è stato utilizzato nei primi anni del XX secolo per lavorare in acque profonde: il sistema respiratorio è gestito in un circuito chiuso, il telefono permette al subacqueo di rimanere in contatto con la superficie  e le pinze che fungono da mani sono abbastanza mobili per poter espletare compiti impegnativi.

STRANA ANALOGIA

Si sveglia all’alba, picchia il figlio
con una cinghia ed esce nuda di casa

L’impiegata 49enne non aveva mai dato segni di squilibrio. E’ stata ricoverata in trattamento sanitario obbligatorio

Una donna 49enne, impiegata, che non ha mai fatto uso né di alcool né di farmaci, è stata trovata lunedì mattina alle 5, a pochi passi da casa, in zona Niguarda, nuda e aggrappata al cancello di un’abitazione. Nell’appartamento, a soqquadro, è rimasto il suo bambino di 7 anni. Lo ha soccorso una vicina, che ha sentito delle grida. Il piccolo ha raccontato: «La mamma si è svegliata, mi ha picchiato con una cinghia ed è scappata via». Il piccolo ha riportato lievi ferite.

STATO CONFUSIONALE - All’arrivo della volante la donna non ha dato spiegazioni. Gli agenti l’hanno trovata in un forte stato confusionale. Il padre del bambino ed ex convivente della donna, rimasto in ottimi rapporti con lei, è subito arrivato a tranquillizzare il figlio, portandolo alla clinica De Marchi per le medicazioni. Per la donna, invece, trattamento sanitario obbligatorio all’ospedale Niguarda. Sia l’ex convivente sia la vicina sono rimasti sorpresi e non hanno ipotesi a riguardo.

STRANA ANALOGIA - Il fatto presenta una strana analogia con altri due eventi riguardanti persone squilibrate avvistate all’alba nel quartiere Niguarda, anche se chiaramente non c’è nessuna relazione fra i tre casi. Tre giorni fa un cinese è stato fermato mentre vagava con un forcone in mano, mentre l’11 maggio scorso tutta Italia è stata sconvolta dalla strage compiuta dal ghanese Adam «Mada» Kabobo a colpi di piccone.

Redazione Milano online24 giugno 2013 | 12:06

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Nei suoi studi indicò la forma dello sterno e il numero delle ossa che compongono l’osso sacro; descrisse i menischi articolari della mano e del ginocchio.

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Nei suoi studi indicò la forma dello sterno e il numero delle ossa che compongono l’osso sacro; descrisse i menischi articolari della mano e del ginocchio.

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Particolarmente significative, circa le motivazioni personali risultano alcune note autobiografiche, scritte all’età di 32 anni: “Al presente non avrei più voglia alcuna di trascorrere lunghe ore a portare alla luce delle ossa nel Cimetiére des Innocentes di Parigi … Non mi abbasserò più a rivolgere suppliche ai giudici perché procrastinino il giorno dell’esecuzione di un criminale fino al momento per me più opportuno per dissezionarne il cadavere, né raccomanderò più agli studenti di medicina di annotare le malattie dei pazienti in cura dei loro insegnanti, così da poter in seguito entrare in possesso dei loro corpi. Non terrò in camera per diverse settimane cadaveri riesumati oppure offertimi dopo una pubblica esecuzione,. Pur essendo troppo giovane per trarre un guadagno economico da quest’arte, ho sopportato con prontezza e di buon animo tutto ciò, spinto dal desiderio di assimilare e far progredire le nostre comuni conoscenze”. 

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Particolarmente significative, circa le motivazioni personali risultano alcune note autobiografiche, scritte all’età di 32 anni: “Al presente non avrei più voglia alcuna di trascorrere lunghe ore a portare alla luce delle ossa nel Cimetiére des Innocentes di Parigi … Non mi abbasserò più a rivolgere suppliche ai giudici perché procrastinino il giorno dell’esecuzione di un criminale fino al momento per me più opportuno per dissezionarne il cadavere, né raccomanderò più agli studenti di medicina di annotare le malattie dei pazienti in cura dei loro insegnanti, così da poter in seguito entrare in possesso dei loro corpi. Non terrò in camera per diverse settimane cadaveri riesumati oppure offertimi dopo una pubblica esecuzione,. Pur essendo troppo giovane per trarre un guadagno economico da quest’arte, ho sopportato con prontezza e di buon animo tutto ciò, spinto dal desiderio di assimilare e far progredire le nostre comuni conoscenze”. 

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Nella Fabrica Vesalio respinse altri importanti aspetti della neurologia di Galeno, ad esempio il concetto che i nervi fossero cavi.
“Posso affermare di non aver mal trovato passaggio di alcuna sorta, nonostante a questo scopo abbia esaminato i nervi ottici durante la vivisezione di cani e di altre specie animali di dimensioni maggiori, ed il capo di un uomo ancora caldo, meno di un’ora dopo la decapitazione.”

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Nella Fabrica Vesalio respinse altri importanti aspetti della neurologia di Galeno, ad esempio il concetto che i nervi fossero cavi.

“Posso affermare di non aver mal trovato passaggio di alcuna sorta, nonostante a questo scopo abbia esaminato i nervi ottici durante la vivisezione di cani e di altre specie animali di dimensioni maggiori, ed il capo di un uomo ancora caldo, meno di un’ora dopo la decapitazione.”

Hai chiuso gli occhi a tutte le finestre

Hai chiuso gli occhi a tutte le finestre
per la paura della luce ancora.
Non è bastato farti più piccino
e nemmeno sperare in qualche scoglio
per non sparire con l’inondazione
che ti sveglia annegandoti ogni giorno.

Non esiste una forza che s’opponga
a…

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(copertina di Tullia Matania)
Tullia Matania: apprezzata artista è nata a Napoli, dove vive e lavora. Inizia la sua carriera di pittrice e scultrice nel 1950. Ha eseguito varie Vie Crucis, due delle quali sono nella Casa dei Padri Gesuiti a Cappella Cangiani in Napoli. Dal 1979 è attiva anche come operatrice culturale per l’Associazione “Ugo Matania”. Artista autodidatta e poliedrica, continua a sperimentare tecniche e mezzi espressivi ancora oggi: dal disegno al filo di rame, al bassorilievo in marmo, sua più recente ricerca. Tra i suoi lavori più belli ci sono le tavole collage realizzate con caratteri a stampa ritagliati da pagine di quotidiani. 

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(copertina di Tullia Matania)

Tullia Matania: apprezzata artista è nata a Napoli, dove vive e lavora. Inizia la sua carriera di pittrice e scultrice nel 1950. Ha eseguito varie Vie Crucis, due delle quali sono nella Casa dei Padri Gesuiti a Cappella Cangiani in Napoli. Dal 1979 è attiva anche come operatrice culturale per l’Associazione “Ugo Matania”. Artista autodidatta e poliedrica, continua a sperimentare tecniche e mezzi espressivi ancora oggi: dal disegno al filo di rame, al bassorilievo in marmo, sua più recente ricerca. Tra i suoi lavori più belli ci sono le tavole collage realizzate con caratteri a stampa ritagliati da pagine di quotidiani. 

Legami parentali #6

moglie è lo stato
che si dà tra l’essere figlia, poi madre.
è quell’insostenibile promessa
ed è anche quella che manca
scendendo le scale.

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Legami parentali #5

fratelli è quell’ipotesi
che il sangue accomuni negli affetti
è un possibile destino dei figli e delle figlie
è il dogma che s’inculca

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Legami parentali #4

figlia è quella possibile madre
che mangerà i figli
proprio come sua madre fece con lei.
è ciò che solo resta
dei resti del pasto materno.

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Legami parentali #3

figlio è quell’essere astratto
attratto da tutto il concreto.
è quell’essere tutto da fare
e che si fa
mangiandosi vivi i padri e le madri.

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Legami parentali #2

padre è quell’uomo
che implica che tu lo uccida
per non finire suicida.
è quelle parole ingombranti
che a volte ti escono con la tua voce.

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Legami parentali #1

madre è quella donna
che ti sforna e ti dà forma.
poi ti trasforma per gli incesti immaginati.
è lei che infine
ti deforma in ciò che sei.

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Pio XII  -  pontificato 1939 - 1958(ritratto di Ghita Carrel)
detto Pastor Angelicus, nato Eugenio Maria Giuseppe Giovanni Pacelli è stato il 260º papa della Chiesa cattolica e 2º sovrano dello Stato della Città del Vaticano. Eletto in un periodo di grandi tensioni internazionali, con il regime nazista che iniziava ad occupare molti territori europei, il Papa tentò di scongiurare il rischio di una nuova guerra mondiale con diverse iniziative fra cui la più famosa è il discorso alla radio del 24 agosto 1939 in cui pronunciò la frase simbolo del suo pontificato: “Nulla è perduto con la pace; tutto può essere perduto con la guerra”. Durante il corso della guerra, nonostante le numerose informazioni ricevute Pio XII non condannò mai né si impegnò mai pubblicamente per fermare le deportazioni degli ebrei nei campi di concentramento. Nelle elezioni politiche italiane del 1948 si schierò con determinazione a favore della Democrazia Cristiana, favorendone la schiacciante vittoria. Durante la guerra fredda, fu fermo oppositore del comunismo. Pio XII morì a Castel Gandolfo alle 3:52 del 9 ottobre 1958 all’età di 82 anni. L’imbalsamazione del pontefice fu fatta secondo un metodo sperimentale brevettato dal medico Galeazzi Lisi: l’avvolgimento della salma dentro alcuni strati di cellophane insieme ad una miscela di erbe aromatiche, spezie e prodotti naturali. Tale metodo si rivelò però fallimentare dal momento che provocò una veloce decomposizione del cadavere con conseguenti problemi nel corso delle esequie, come lo svenimento di alcune guardie del picchetto d’onore a causa dei miasmi sprigionati dalla salma.

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Pio XII  -  pontificato 1939 - 1958
(ritratto di Ghita Carrel)

detto Pastor Angelicus, nato Eugenio Maria Giuseppe Giovanni Pacelli è stato il 260º papa della Chiesa cattolica e 2º sovrano dello Stato della Città del Vaticano. Eletto in un periodo di grandi tensioni internazionali, con il regime nazista che iniziava ad occupare molti territori europei, il Papa tentò di scongiurare il rischio di una nuova guerra mondiale con diverse iniziative fra cui la più famosa è il discorso alla radio del 24 agosto 1939 in cui pronunciò la frase simbolo del suo pontificato: “Nulla è perduto con la pace; tutto può essere perduto con la guerra”. Durante il corso della guerra, nonostante le numerose informazioni ricevute Pio XII non condannò mai né si impegnò mai pubblicamente per fermare le deportazioni degli ebrei nei campi di concentramento. Nelle elezioni politiche italiane del 1948 si schierò con determinazione a favore della Democrazia Cristiana, favorendone la schiacciante vittoria. Durante la guerra fredda, fu fermo oppositore del comunismo. Pio XII morì a Castel Gandolfo alle 3:52 del 9 ottobre 1958 all’età di 82 anni. L’imbalsamazione del pontefice fu fatta secondo un metodo sperimentale brevettato dal medico Galeazzi Lisi: l’avvolgimento della salma dentro alcuni strati di cellophane insieme ad una miscela di erbe aromatiche, spezie e prodotti naturali. Tale metodo si rivelò però fallimentare dal momento che provocò una veloce decomposizione del cadavere con conseguenti problemi nel corso delle esequie, come lo svenimento di alcune guardie del picchetto d’onore a causa dei miasmi sprigionati dalla salma.